Armonia e contrappunto: due modi di comporre

Come fare a scrivere canzoni? Questa domanda assilla tutti quelli che alle prime armi con questa meravigliosa materia vorrebbero scrivere un pezzo musicale che rimanga impresso in loro e in chi ascolta.

La risposta a questa domanda non è ne banale ne scontata, infatti prevede l’attraversamento di diverse tappe che portino al prodotto finito e molto spesso se non si è progettato in anticipo con precisione ciò a cui si vuole arrivare è facile perdersi per strada e non concludere nulla.

Creare musica è sempre una cosa personale, la musica è un linguaggio ancora più diretto della parola ed è capace di trasmettere un messaggio all’ascoltatore in maniera estremamente veloce, chi ascolta infatti avvertirà un certo messaggio di fondo e poi lo vestirà con la propria interpretazione e la propria esperienza. Per questo motivo non ci sono leggi o modalità rigide che dicano esattamente come si debba scrivere un pezzo di musica contrariamente invece ad esempio alla soluzione di un’equazione matematica.

Pentagramma

Come tutte le grandi scoperte dell’uomo e come nello studio o in un lavoro di qualunque tipo esistono dei canoni e delle regole musicali che forniscono i mattoncini che imprescindibilmente andranno usati per creare l’espressione della propria identità musicale. Dove c’è questo inevitabilmente è necessaria la strutturazione e l’applicazione di un metodo che permetta di organizzare la propria fantasia musicale.

Vi parlerò della mia esperienza e dei metodi che ho scoperto con i miei studi e le mie ricerche, questi metodi sono ovviamente configurati sul mio approccio alla materia (musica per orchestra o colonne sonore in genere) ma estrapolandoli e adattandoli scoprirete che vi saranno molto utili. Infatti si fondano su pilastri comuni a tutti gli uomini ed è appunto di questi che vi parlerò.

 

Prerequisiti

Prima di iniziare tuttavia è necessario che vi elenchi dei prerequisiti, infatti purtroppo non tutti sono portati o inclini alla composizione musicale, se così fosse saremmo tutti musicisti. Ecco dunque cosa vi serve prima di cominciare:

  1. La capacità di comporre è un dono naturale, non si può creare dal nulla e non si può acquistare, è necessario avere quindi quello che chiamo “estro creativo”, si può essere creativi anche in altri campi e poi scoprire che si riesce a scrivere musica, sta a voi analizzarvi e capire cosa avete a disposizione;
  2. Alla mancanza di capacità naturale si può cercare di compensare con molto studio ma, come vi ho detto all’inizio, si possono possedere anche tonnellate di mattoncini, senza però la creatività si riusciranno solo a costruire strutture banali o peggio nemmeno quelle;
  3. La volontà di imparare sempre dagli altri, la volontà di migliorare e lo studio indefesso per riuscire ad esprimere se stessi al meglio. In testa infatti si possono avere mille progetti, se non si hanno però i mattoncini rimarranno tali e non si realizzeranno mai.

Forse non ve ne siete accorti ma ho già iniziato a spiegarvi come si scrive un pezzo musicale, sebbene possano sembrare noiose, le informazioni che vi ho fornito sono un punto di partenza molto importante.

Vediamo adesso di affrontare da un punto di vista più tecnico e teorico la composizione di un pezzo musicale.

Come cominciare?

La mia esperienza e la teoria musicale dicono che i metodi per affrontare la composizione musicale sono due ed entrambi sono valide alternative per iniziare da zero un pezzo. Li chiamerò metodo armonico e metodo contrappuntistico. Non vi fate spaventare dai termini, spiegherò perché li ho chiamati in questo modo.

L’armonia e il contrappunto sono due materie importanti della teoria musicale e sono necessarie per poter affrontare la scrittura di un pezzo musicale. Sono importantissime nella musica orchestrale o classica dove svolgono un ruolo di fantasia e disegno molto elaborato ma non crediate che nel voler scrivere un pezzo di musica dance o house non siano necessarie, questi ultimi generi infatti per quanto fondati più sull’effettistica e sul ritmo si basano sempre sulla buona vecchia teoria musicale, componendo solo ad orecchio vi accorgerete presto infatti che comincerete a scrivere pezzi tutti uguali e che vi sentirete ad un certo punto limitati e impossibilitati ad andare oltre. Non vi spaventate però, il conservatorio sarebbe un’ottima base ma con la volontà e la pazienza si può imparare molto anche come autodidatti.

Armonia e contrappunto

Diamo due brevi definizioni di questi due fondamentali aspetti della musica:

Armonia

Si occupa dell’aspetto “verticale” della musica, quindi fondamentalmente di come le varie voci si sovrappongano per poter appunto creare un senso di armonia che il cervello di chi ascolta interpreti come qualcosa di “giusto” e quindi piacevole. L’armonia quindi si basa su quelli che si chiamano accordi, gli accordi sono rappresentativi di ogni scala musicale e si compongono di tre note a intervalli di terza (per capirsi ogni due note della scala scelta). Non scenderò qui in dettaglio sulla loro teoria perché ci sono interi libri che ne spiegano il funzionamento, tuttavia invito il lettore che si scopra carente sull’argomento ad iniziare a studiare le basi dell’armonia, scoprirete che è molto interessante e anche piacevole.

Contrappunto

Si occupa dell’aspetto “orizzontale” della musica, quindi di come le note si debbano susseguire nel tempo a formare quella che è la base di ogni pezzo musicale, la melodia. Il contrappunto è più antico dell’armonia e un tempo si scriveva musica solo tramite le sue regole, esso infatti comunque contiene delle informazioni armoniche e conoscere l’armonia prima di affrontare il contrappunto è un grosso vantaggio in termini di intervalli tra le note e progressione.

 


Nonostante sia la passione il principale motore che ci spinge a scrivere guide di questo tipo, questo comporta anche un grande dispendio di tempo ed energie.
Se i contenuti gratuiti che ti stiamo offrendo ti sono utili, potresti condividerli sui social network.
Non ti costa nulla. Clicca sulle icone qui sotto:

Grazie, ci aiuterai a far conoscere questo blog tramite il passaparola.


 

Questi sono i mattoncini fondamentali per lo studio della musica, adesso deve intervenire il vostro orecchio per poterli usare e modellare a vostro piacimento. Viste le definizioni scendiamo meglio nel dettaglio dei due metodi di cui vi ho parlato.

 

Metodo armonico

Questo metodo è quello a cui si ricorre quando in genere non si ha un’idea precisa o quando si vuole scrivere un pezzo di musica per un particolare scopo (un video, una manifestazione ecc…).

Il primo passo è ovviamente la scelta della scala in cui si vorrà comporre il pezzo, infatti è molto importante la sensazione che si vuole trasmettere o che deve essere trasmessa. Le scale principalmente si dividono in maggiori e minori, esistono poi tanti altri tipi di scale ma ci soffermeremo sulle due scale più importanti.

Una scala maggiore ha come fondamentale (cioè l’accordo costruito sulla nota che da il nome alla scala) un accordo maggiore, questo ha un suono dolce e piacevole, di speranza e gioia. Come vedete stiamo già trasmettendo una certa sensazione con un solo accordo.

Una scala minore invece come fondamentale ha appunto un accordo minore, esso quindi da un senso di tristezza, cupezza o suspance.

Cambiando il modo in cui si susseguono gli accordi che si formano in una scala si possono ottenere tantissime combinazioni e sensazioni differenti, quindi conoscendo gli accordi e come si mettono insieme riuscirete a costruire un’armonia sulla quale sarà più facile vi venga in mente una melodia.

Il processo che adoperate in questo caso quindi è:

  1. Trovare l’armonia che vi soddisfa per lo scopo prefissato (in pratica una sequenza di accordi);
  2. Studiare una melodia che completi il vostro lavoro ed esalti l’armonia che avete scelto.

partitura armonia e contrappunto

Metodo contrappuntistico

Questo metodo si muove in maniera opposta a quello che abbiamo appena analizzato e si basa sulla melodia. Infatti probabilmente almeno una volta nella vostra vita avrete fischiettato o canticchiato un motivetto inventato di sana pianta, in quel momento avete creato una melodia. Continuamente vengono in mente dei motivi o dei temi, molti magari sono banali o scontati, ogni tanto però capita quello giusto e vale la pena svilupparlo. Lo studio del contrappunto aiuta molto in questo, infatti imparare come ci si muove orizzontalmente con regole rigorose aiuta poi a capire come trasgredire queste regole e quindi andare oltre, sempre nei dettami della musica (mettere infatti note a caso non è musica ma rumore).

Anche questo metodo può essere utilizzato quando vi viene richiesta una particolare sensazione dal pezzo che dovrete fare, sebbene sia un po’ meno immediato del precedente.

Un consiglio importante è quello di viaggiare sempre con un registratore audio a portata di mano, potete anche usare il vostro smartphone o cellulare, in genere tutti hanno l’opportunità di registrare. Quando vi viene in mente un motivo, un ritmo, qualcosa che vi sembra interessante, anche se siete stonati cercate di registrarlo con la vostra voce in modo che si capisca l’intenzione quando lo riascolterete. Tenetevi tutto da parte e riascoltatevi le vostre idee provando a svilupparle, troverete che sarà molto utile.

Quando avrete trovato la melodia giusta sarà importante l’armonizzazione della stessa, quindi le voci che accompagneranno la melodia e soprattutto il basso che gli darà un carattere piuttosto che un altro.

Il processo che adoperate in questo caso quindi è:

  1. Trovare una melodia che vi piaccia e che trasmetta la vostra intenzione;
  2. Costruirci sopra l’armonia e quindi il basso e le altre voci che le diano carattere e profondità.

Dal pensiero alla realtà

Da quanto ho scritto si può leggere tra le righe che vi ho dato già un mezzo per poter sentire la vostra idea, ovvero la vostra voce. Infatti la vostra voce è il mezzo più diretto tra la vostra idea e il vostro orecchio, è quasi comico che un’idea musicale debba uscire dal vostro cervello tramite la bocca e poi le mani e rientrarvi tramite l’orecchio, questo però è come funziona l’uomo e soprattutto l’uomo musicista.

In seconda battuta esistono altri due approcci per ascoltare la vostra idea:

  1. L’uso di uno strumento che sia il più versatile possibile: pianoforte come il più versatile in assoluto e la chitarra a seguire;
  2. L’uso del caro buon vecchio spartito dove scriverete le vostre note.

In genere tutti i grandi compositori storici, non avendo la tecnologia che abbiamo oggi, si ritrovavano con il loro strumento preferito, lasciavano andare le mani e la fantasia e scrivevano sullo spartito quello che gli veniva fuori. Certi metodi seppur apparentemente antiquati sono sempre i migliori. La tecnologia di oggi poi ci aiuta molto ad essere più produttivi, esistono molti software di notazione musicale ed è importante imparare un minimo a scrivere la musica.

Lo spartito magari non sarà tutto il vostro pezzo nei minimi dettagli ma vi può servire comunque ad avere degli appunti da parte da guardare in fase di stesura del brano.

Potete anche sfruttare la vostra DAW e registrare informazioni MIDI di quello che state suonando, a patto che il vostro strumento permetta di esser collegato tramite cavo MIDI.

Nel prossimo articolo partendo da questi concetti approfondiremo il discorso della stesura e vedremo come scrivere una canzone.

 


Se questo articolo ti è stato utile potrebbe interessarti la NEWSLETTER

Rimani in contatto e ricevi gli aggiornamenti di CreareMusica.net:

  • Newsletter


    Ho preso visione e accetto le condizioni d'uso e l'informativa sulla privacy.

    Riceverai un'email per confermare la registrazione. Se non la ricevi controlla nello SPAM o nella "Posta indesiderata"

Daniele Garuglieri

Daniele Garuglieri

Scrivo musica per hobby, adoro la musica classica e quella orchestrale. Mi dedico a fare musica con il PC da molti anni e ho accumulato una certa esperienza in materia, c'è sempre spazio per crescere. Qui la pagina soundcloud con alcuni dei miei lavori.

Condividi su:

3 Commenti su “Armonia e contrappunto: due modi di comporre

  • Molto interessante quanto scrive e fa intuire.vorrei sapere quanto costa ciò che mette a disposizione di chi e’ interessato. Grazie un saluto Franco Manfrida

    • Se mi sta chiedendo se faccio corsi la risposta è: al momento no. Non sono un insegnante, ho imparato molto da autodidatta e mi fa piacere condividere quello che ho appreso. In futuro non mi dispiacerebbe anche insegnare sicuramente.
      Comunque sia sul mio canale YouTube (spero il prima possibile) farò alcuni video tutorial dove cercherò di spiegare come lavoro e come affronto la produzione musicale.

  • Articolo molto interessante e certamente chiarificatore. Scrivo canzoni da diversi anni, anche se la mia produzione è a dir poco sporadica. Oltre alle idee musicale (anch’io registro sullo smartphone le melodie originali che mi vengono in mente) e alla loro realizzazione, un aspetto in cui trovo più difficoltà, e pertanto richiede molto tempo, è la ricerca di un testo in qualche modo affine alla musica. L’idea generale deve essere sviluppata, poi il testo che ne esce deve essere assegnato alle note con senso musicale e ritmico. E’ un mestiere che non si improvvisa, e ammiro veramente gli artisti che ci riescono senza scadere nel banale, o nel già sentito; è un’arte a metà strada tra musica e poesia, che non a caso nel tempo ha creato dei mostri sacri. Basti dire che alcune canzoni sono nella mente di milioni di persone!
    Grazie per il sito! Diventerà un riferimento per molti di noi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *